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IL MIO CURRICULUM, LA MIA PRESENTAZIONE
Un curriculum penso non esista, lo dico francamente e non come battuta, dal basso del mio sottopiedistallo di non illustre sconosciuto….
Ma, comunque, fidarsi di me non è e non sarà proprio come mettere la testa nelle fauci d'un leone che poi, perlomeno da una ventina d'anni, questo sembra essere diventato lo sport preferito da una gran parte d'italiani, disciplina motoria alquanto rischiosa!
Il fatto è che mia madre Fernanda, giornalista sia stata davvero, anche di buon livello, aveva scritto per anni su La Nazione di Firenze nei tempi del massimo fulgore di questo quotidiano per giunta il più antico d'Italia.
Da piccino, dopo che lei aveva terminato di scrivere un suo articolo, se lo rileggeva ad alta voce, lo leggeva anche a me domandando se era di mio gradimento, se nel pezzo trovavo qualcosa che stonasse, se mi veniva in mente qualche altra cosa in proposito; io ero piccolo appunto ma mi c'impegnavo, ascoltavo con assetato interesse e qualcosa le rispondevo, intanto però "il verbo" un po' entrava….
Da quel momento mi son sempre dilettato nello scrivere, specie in poesia, in modo segreto, giusto per saziare la mia più intima interiorità.
Che la cosa potesse funzionare a più alti livelli me lo fece capire la tesi di laurea che preparai in un'invernata ad un'amica tedesca, bella e capricciosa. La graziosa ragazza presentò un trattato sul poeta Andrea Zanzotto e sullo scrittore Alberto De Chirico e questo divenne la ciliegina sulla sua laurea in filologia con indirizzo romanistico all'ateneo di Francoforte.



Lo scritto ebbe grande accoglimento e lodi, io ne fui incredulo e contento, la riconoscenza della ragazza fu massima….
Ma, in fondo, questa mia dimestichezza al mondo germanico nasce dall'influsso di mio padre Clemente, convinto pangermanista, dal fatto che abbia trascorso i più belli anni della mia vita a San Gallo, nella Confederazione, per i miei studi; nell'Institut auf dem Rosenberg è rimasto un pezzetto del mio cuore, il ricordo m'infiamma e mi commuove ancor'oggi, queste emozioni le rinnovello ancora con i colleghi di studio ai quali mi lega una profonda amicizia.